groucho marx duck soup 8

1) Diffida di chi ti parla di “sinistra”, “unità a sinistra”, “fronti” più o meno democratici. Prima il COSA, poi il COME. Se il “cosa” è mandare al governo gente che ha votato Jobs Act, Fornero, Buona Scuola e pareggio di bilancio: no, grazie.

2) Mai abbassare la guardia sul razzismo e sul fascismo, mai perdere di vista la solidarietà. D’altro canto, non essere ridicolo a fare il solidale con chi celebra Minniti come ministro dell’interno e soprattutto non dimenticare che vivi in “emergenza democratica” e con i “fascisti al governo” almeno dal 1994.

2bis) Ecco, eviterei magari di fare fronte comune con chi i fascisti li ha sdoganati, ha snobbato regolarmente il 25 aprile, si è inventato giornate della memoria per superare le “divisioni” nazionali, ecc. e, già che ci siamo, pure con quelli che ci hanno governato o fatto accordi.

3) Leggi, analizza, critica sempre, tutto e tutti senza riguardi. Il crollo verticale del dibattito politico non è solo una perdita di “valori” (discorso moralistico) ma di lucidità intellettuale. Lascia perdere le fake news in tv e sui social, non farti confondere dal distrattore quotidiano, guarda ai processi di lungo periodo.

4) Non ragionare mai in termini di amico/nemico, a meno che tu non stia scrivendo una tesi su Schmitt. E pure lì, relativizza, ricordati sempre che stai commentando un nazista. Forse perché non c’è un nemico? Al contrario, perché ce ne sono più di uno. E in politica non vale il principio che “il nemico del mio nemico è un mio amico”. Il nemico del tuo nemico sta cercando il modo migliore per fotterti.

5) Ricordati il segreto di Pulcinella dell’economia: in realtà nessuno ci capisce una mazza, quelli che ostentano sicurezza sono o molto stupidi o molto furbi. I rapporti economici sono rapporti sociali, possono e devono cambiare. Non fidarti di chi annuncia l’apocalisse: semplicemente non vuole che quei rapporti cambino. Non fidarti di chi promette il Miracolo senza toccare le leve dell’ingiustizia sociale: lui vuole che cambino in peggio.

6) Il sovranismo è una bufala pericolosa, senza internazionalismo si finisce nei protezionismi, nelle lotte tra capitali e borghesie nazionali, nel mito regressivo dell’autarchia. D’altro canto, le strutture di potere tecnocratiche e iperliberiste a livello europeo hanno prodotto e alimentano lo spauracchio del sovranismo. Non cascare nella trappola del male minore: è sempre la preparazione a un male peggiore.

7) La borghesia ha perso la sua funzione progressiva da tempo. Le sue classi dirigenti sono grette, ignoranti e miopi. Non c’è sciocchezza, menzogna e degradazione morale dei populisti che non sia stata incubata e già diffusa nella mezza-cultura borghese, liberal o conservatrice. Esercitati a leggere la barbarie lì dove si produce se non vuoi scambiare gli effetti con le cause.

8 ) Se il mondo va verso una catastrofe (politica, culturale, umanitaria, ecologica ecc.) è perché ci era già diretto. Eri dentro la catastrofe e non la vedevi, ora sì. Non è una consolazione ma un monito: l’uscita, se c’è, sta avanti, non indietro. Ed è un promemoria: la miseria del mondo che avevi nascosto sotto al tappeto sta arrivando a casa tua. Perché è roba anche tua.

9) Come se ne esce? Tornando a pensare in piccolo e in grande, perché quella miseria è di tutti e di ciascuno. L’unità d’azione a livello internazionale si fa solo con la lotta allo sfruttamento locale e globale. Organizza la lotta nel tuo posto di lavoro, cerca e dai solidarietà, crea reti di pratiche e di saperi che vadano verso l’unità, combatti l’apatia ma anche il settarismo e il moralismo.

10) Pensa a chi viene dopo di te. Non guardare i giovani dall’alto in basso, non presumere che siano ignoranti o stupidi perché non ti somigliano. È la loro qualità migliore, perché l’orrore in cui li lasci è anche responsabilità tua. Lotta con loro e per loro, sii un esempio anche critico, non un censore saccente. Se tutto ciò che hai da dirgli è che fanno schifo, stai zitto e guardati allo specchio. Finora hanno imparato da te.

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