img_20181022_011903Marco Maurizi, Quanto lucente la tua inesistenza. L’Ottobre, il ’68 e il socialismo che viene, Jaca Book, Milano 2018

 

In tempi in cui la perdurante crisi del capitalismo sembra produrre ovunque reazioni populiste, la questione di una rivoluzione dei rapporti sociali che risponda realmente all’esigenza di emancipazione umana torna all’ordine del giorno. Prendendo spunto dal centenario della Rivoluzione Russa e dai cinquant’anni del ’68, questo testo cerca perciò di affrontare la questione dell’attualità e del futuro del socialismo da una prospettiva critica e non meramente celebrativa. Si tratta di rileggere gli snodi centrali della storia del marxismo per estrarne, al di là delle manifestazioni superficiali e caduche, l’essenza profonda, il nucleo vitale e attuale, in grado di orientare il pensiero e la prassi di oggi. L’autore trova così nel pensiero di Marx e dei socialisti libertari e critici (da Rosa Luxemburg ad Adorno) un’analisi del capitalismo come forma sociale dinamica, un modello di vita che si nega per autoperpetuarsi e che produce così tanto un arricchimento progressivo delle potenzialità sociali, quanto una loro incessante irrigimentazione e distruzione. Il capitale si nega e si afferma e il ritmo della vita sociale è scandito da questa sua pretesa di afferrarsi e darsi una forma stabile. È solo comprendendo questo nucleo negativo del capitale che è possibile assumerne la contraddizione e rivolgerla contro di esso, immaginando e praticando un ordine sociale diverso, in cui quella produzione di alterità sia finalmente messa al servizio del bene comune. La classe lavoratrice è una classe negativa, il cui compito è auto-cancellarsi e la funzione progressiva del capitalismo è insenarci che la vita è non-identità rispetto a sé stessa. Forse, l’insuccesso del socialismo storico va pensato come fede mal riposta nel potere dell’identità e del controllo (di classe, di partito, di strategia) e gli attuali movimenti anticapitalistici non potranno vincere se non si daranno forme organizzate adeguate, superando la protesta moralistica (la “identity politics”, la retorica dei diritti civili ecc.) e la creazione di stili di vita (veganismo, ecologismo, autoproduzione ecc.) che lasciano indisturbato il potere del capitale che li riassorbe nel suo ritmo di vita. Il socialismo del XXI secolo, se sarà, sarà possibile solo se chi lotta contro le discriminazioni di razza, di genere, di specie e per un mondo più giusto ed ecosostenibile, smetterà di pensare la lotta politica come affermazione di identità contrapposte e si proietterà invece in un comune che tutte le eccede: la forma stessa del lavoro e della condivisione realizzerà allora l’uomo solo perché lo aprirà verso un’alterità impossedibile.

 

Indice:

Introduzione

Prima parte
TORNARE A MARX,
RIPENSARE MARX
Il capitale come soggetto assoluto
Scienza, teoria e prassi
Unità, totalità, divenire: il corpo sociale in frammenti

Seconda parte
LEZIONI DELL’OTTOBRE:
CIÒ CHE RESTA DEL MARXISMO
Sull’abuso del concetto di ideologia
Stalinismo e rivoluzione
Democrazia e socialismo

Terza parte
PASSAGGIO A FRANCOFORTE:
OLTRE IL ’68 E IL ’77
Marcuse: maestro di un ’68 a venire
Adorno: la vita che non vive
1977: desiderio, biopolitica e politica del non-identico

Quarta parte
IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO
Il personale, il politico e il capitale
Ecosocialismo e liberazione animale
Epilogo. L’attualità della filosofia politica

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